Ignacio de Ries, L’albero della vita, 1653, Cattedrale di Segovia

Quaresima 2024

“L’albero della vita”: così grande e stupendo che nella sua chioma ospita comodamente un banchetto luculliano, con eccessi di ogni tipo. Tutti guardano se stessi o noi spettatori: nessuno guarda in profondità per vedere il sottilissimo ormai punto di appoggio, lavorìo incessante della morte, che vive del vuoto, dell’assenza di solidità e del fervente impegno del male e della tentazione.
Dall’altra parte, Cristo vestito di viola – colore dell’invito al cambiamento, della conversione – si accinge a suonare una campana. Non si può non pensare a Hemingway: “Per chi suona la campana?”. La campana suona per me, per te, per tutti.
In questa Quaresima il Signore ci avverte, con sguardo preoccupato e premuroso, che dovremmo darci pensiero per altro. La scritta dice: “Vedi che devi morire e che non sai quando! Attenzione: Dio ti guarda, vedi ti sta guardando!”.
Per noi, per l’Europa, per il mondo, questa Quaresima fa suonare una campana. (suor Gloria Riva)
Qualcuno l’ascolterà? Qualcuno si accorgerà che la scure è alle radici, che l’equilibrio si sta spezzando? La speranza è nell’ascolto di quel lieve rintocco: “Il tempo è compiuto. Il Regno di Dio è vicino: convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1,15).