Filippo Lippi, Apparizione del bambino a sant’Agostino,1452-1465, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo

Tempo Ordinario

Un giorno, sant’Agostino in riva al mare meditava sul mistero della Trinità, volendolo comprendere con la forza della ragione. Vide un bambino che con una conchiglia versava l’acqua del mare in una buca. Incuriosito dall’operazione ripetuta più e più volte, interrogò il bambino: “Che fai?”. La risposta del fanciullo lo sorprese: “Voglio travasare il mare in questa mia buca”. Sorridendo Agostino spiegò pazientemente l’impossibilità dell’intento ma, il bambino fattosi serio, replicò: “Anche a te è impossibile scandagliare con la piccolezza della tua mente l’immensità del mistero della Trinità”.
Il Tempo Ordinario, che riprendiamo dopo la celebrazione della Pasqua, è il nostro pellegrinare nello sterminato mare del Signore, con l’umile consapevolezza che la nostra buca non basterà mai a contenerlo.
Il bambino è vestito dello stesso colore di uno strano sole verde a tre teste, che indica con la mano e che richiama la potenza di fertilità e di vita della Trinità.
Fa da contrasto, dietro ad Agostino, un albero morto e tagliato, secco, senza futuro: un monito per noi a non ridurci a sterili e saccenti fruitori del tempo, ma a chinare il capo, come Agostino, riconoscendo che il cammino del Tempo Ordinario, come quello della vita, è immagine di quel mare vasto, fecondo e incontenibile.