In greco c’è una parola che ci aiuta ad aprire oggi il tempo di Avvento.
È la parola etimasìa, che significa preparazione. I cristiani dei primi secoli hanno usato questo nome per alcune opere artistiche che rappresentavano un trono vuoto. In alcune chiese, come a Torcello, Venezia, Ravenna, Monreale e a Roma, è stato posto a dimensioni enormi nei mosaici dell’abside.
L’hanno fatto perché richiamasse a tutti: l’impegno di preparare il posto del Signore, quello che il Risorto occuperà in modo definitivo alla fine della storia, ma che già occupa adesso, attraverso i segni della sua presenza: la Parola, i sacramenti, la Chiesa, la carità, la comunità, il presbitero.
In questa domenica, grazie alla generosità della famiglia Loris Brogio, la nostra sede liturgica viene completata con le due sedute laterali.
È un dono nel dono poterla inaugurare all’inizio dell’Avvento, il tempo che ci richiama la nostra fede nel Signore che verrà ad occupare il suo posto e il nostro impegno a prepararlo, vivendo in operosa attesa il posto dove egli ci chiama a vivere.
Non è quindi banalmente “la sedia del prete” e parla soprattutto quando è vuota, perché ci ricorda che quel posto è del Signore.
Sembra vuoto e libero, ma nella fede è invece occupato da lui, che è sempre con noi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
Ringraziamo con tanta riconoscenza il signor Loris per la sensibilità e la generosità.
Anche la nuova sede ci aiuti a pregare il Veniente in questi giorni che celebrano la sua venuta, e a rinvigorire la nostra speranza!
Signore Gesù, tu sei colui che viene!
Ti dedichiamo questa sede perché ci parli di te.
Prendi il tuo posto nei nostri giorni e nella storia intera.
Siedi con noi e noi con te.
Vieni, Signore Gesù!

